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Dal Bosco alla Cucina

2024-01-06 14:41

Collodet Rudy

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Dal Bosco alla Cucina

i posti sono limitati affrettati a mandare l'iscrizione

Dal Bosco alla Cucina

Affrettati iscriverti al corso è unico nel suo genere, sarà un esperienza fanstatica dove impareremo cosa fare dal bosco con l'animale ancora vivo fino al piatto in cucina, esantando i sapori di una carne che è stata ricosciuta la migliore e l'unica a basso consumo energetico, e basso contenuti di grassi.

 

I posti sono limitati in quanto vogliamo dare il massimo alle persone che poartecipano. 

 

A chi è rivolto il corso: a tutte le persone che praticano l'attività venatoria ma anche tutte le persone che hanno la voglia di imparare come si arriva a esaltare un carne di altissimo valore nutrizionale dai sapori unici ed intensi.

 

Vi aspettimao numerosi.

 

Scuola Faunistica Venatoria

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Da sempre la selvaggina è il non plus ultra per gli amanti della carne e della cucina raffinata; ma non è una preparazione facile. 

Il corso fornirà le basi del punto idelae da colpire l'animale per ottenere il migliore risultato in atavola, le basi per il sezionamento dell'animale in modo da  conoscere la tipologia di carne da utilizzare, perché ognuna è adatta ad una specifica preparazione, che possa esaltarne il sapore, il suo spessore, la freschezza, la frollatura e naturalmente la cottura attraverso attrezzature che permetteranno alla carne di non diventare dura ma di mantenere sempre la sua morbidezza ed il suo sapore.

 

Il corso avrà una durata di circa 10 ore che saranno teoriche e pratiche in modo da far vedere al candidato e immergerlo nella realtà di come deve essere preaparata la carne.

 

Un esperienza senza ombra di dubbio unica nel suo genere che che fornirà le basi per un ciclo dal bosco alla cucina entusiasmante.

 

La giornata finale del corso prevede di portare in tavola ciò che abbiamo realizzato durante le lezioni, potendo assagiarne e gustare i sapori che il bosco ci dona.

 

Affrettati a chiedere info per iscriveti al corso i posti sono Limitati.

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La carne derivante dagli ungulati selvatici presenta infatti aspetti interessanti dal punto di vista nutrizionale.


Le carni di selvaggina, seppur diversificate in relazione al sesso, all’età e al periodo di prelievo del capo, sono in generale molto magre e mostrano un contenuto di grasso intramuscolare spesso inferiore al 2/3% (Ramanzin et al, 20102). Il ridotto quantitativo di sostanze grasse intramuscolari può però influire negativamente sulla tenerezza, sulla succosità e sul colore della carne: tutti aspetti rilevanti dal punto di vista sensoriale che determinano l’accettabilità di questo prodotto da parte del consumatore. In particolare, il colore più scuro di queste carni può essere dovuto alla presenza di un maggior quantitativo di mioglobina nel muscolo e ai valori di pH più elevati che si registrano nel caso di una non corretta gestione della carcassa durante i processi post mortem (Viganò et al, 20173).

 

La carne di selvaggina è inoltre una carne povera di calorie e colesterolo e ricca in proteine (> 22%), ferro, zinco, vitamina B12 e di acidi grassi polinsaturi (Viganò et al, 20194). Gli ungulati selvatici, poiché si nutrono allo stato brado di erbe spontanee e foraggio verde, presentano valori più elevati di acido linoleico coniugato (CLA) e ciò sembra essere correlato al più alto contenuto di acidi grassi polinsaturi presenti nell’erba. Il CLA esplica importanti caratteristiche nutrizionali sull’organismo umano mostrando proprietà antitrombotiche, anticancerogene, immunomodulatorie, diminuendo il rischio di contrarre il diabete e andando a ridurre i quantitativi di massa grassa a favore di quella magra. Inoltre, particolarmente interessante è il rapporto di acidi grassi Ω6/Ω3 che risulta essere molto valido dal punto di vista nutrizionale (inferiore a 4).

 

Le informazioni nutrizionali di un alimento consentono di operare scelte alimentari e dietetiche consapevoli. Una delle principali novità del Reg. UE 1169/2011 è l’inserimento, dal 2016, della dichiarazione nutrizionale nell’elenco delle indicazioni obbligatorie, che prevede una maggior fornitura di informazioni ai consumatori come supporto alle politiche comunitarie in materia di sanità pubblica e si pone l’obiettivo di garantire scelte alimentari informate. Diventa importante che le indicazioni sulle proprietà nutritive siano riportate secondo una modalità che consenta il confronto tra diversi prodotti. Vista l’importanza che lega la dieta e la salute, fornire i valori nutritivi non può dunque prescindere da una corretta formazione del consumatore sul fronte dell’educazione nutrizionale.

 

Pertanto, sulla base delle analisi chimico-fisiche svolte sulle carni di selvaggina prelevate, e rapportandole alla tabella nutrizionale, è possibile inserire indicazioni nutrizionali del prodotto selvaggina, che rispettano i parametri legislativi:

 

  • A BASSO CONTENUTO DI GRASSI: le carni di selvaggina contengono non più di 3 g di grassi per 100 g di prodotto
  • AD ALTO CONTENUTO DI PROTEINE: oltre il 20% del valore energetico dell’alimento è apportato da proteine (per esattezza, nel caso delle carni di camoscio, capriolo, cervo e cinghiale, l’apporto di energia dalle proteine è rispettivamente del 87,2%, 84,1%, 82,6% e del 83,1%)
  • A BASSO CONTENUTO DI GRASSI SATURI: la somma degli acidi grassi saturi e degli acidi grassi trans (nel caso della selvaggina esclusivamente l’acido vaccenico C 18:1 n-7) non supera il valore di 1,5 g per 100 g di prodotto, e tale somma non apporta più del 10% dell’apporto energetico complessivo.

 

(fonte regione Piemonte) 

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